lunedì, 03 novembre 2008
l'idea di ventinodi delle 21:53
Mi sono trasferito su:
minicronache.wordpress.com
spero di restarci, perché ultimamente faccio un po' di caos in giro per la rete...
chiedo ai pochi amici che mi linkano di indirizzare al nuovo. grazie molte, ventinodi
chiedo ai pochi amici che mi linkano di indirizzare al nuovo. grazie molte, ventinodi
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sabato, 01 novembre 2008
l'idea di ventinodi delle 17:07
Ho messo i dieci post più cari nella borsa e mi sto trasferendo...!!
...ho qualche problema ma fra un po' avrò l'indirizzo definitivo...
...ho qualche problema ma fra un po' avrò l'indirizzo definitivo...
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mercoledì, 29 ottobre 2008
l'idea di ventinodi delle 17:40
VENTINODI, PAROLE FRA REALTA' E FINZIONE compie 1 anno!
Oggi diventa PAROLE AL VENTO, come quelle dei marinai durante la tempesta e come le parole inascoltate. Da ora sarà soltanto piccoli racconti e qualche foto. Un saluto, Ventinodi.
Oggi diventa PAROLE AL VENTO, come quelle dei marinai durante la tempesta e come le parole inascoltate. Da ora sarà soltanto piccoli racconti e qualche foto. Un saluto, Ventinodi.
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sabato, 25 ottobre 2008
l'idea di ventinodi delle 18:55
Oggi Teo come un attore in proscenio offre la prima di smorfie nuove e gorgheggi, mentre vola leggero dalla vetrina dei dolci ai vapori del latte. Gli dico che il caffé come lo fa lui non lo fa nessuno, solo perché mi diverte sentirmi dare del ruffiano e dell’adulatore. Il pavone stridulo mi canta -Il suo nome è donna rosa, cara, bella, sorridente e deliziosa e vuole me!- e danza avanti e indietro. Al banco due gemelle degli inizi del novecento sono immobili e identiche l’una all’altra: con le mani destre accostate alle bocche molto secche e i mignoli alzati come piccole antenne reggono due tazzine sbavate di rosso. Attonite e compiutamente trapassate, sotto pesanti parrucche mogano lo fissano. I loro caffé finiscono di freddarsi nel tempo di -Vorrei coprir la tua bocca, di baci, di baci, di baci, per dirti quanto mi piaci e poi tenerti sul cuor!-.
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mercoledì, 15 ottobre 2008
l'idea di ventinodi delle 00:56
Una telecamera guarda dall’alto l’incrocio e fissa un passaggio col rosso.
Allora fai una cosa: rilassati e fra due o tre giorni quando hai messo da parte i soldi mi richiami. Ciao amore. La ragazza nera spegne il cellulare e mentre dice vaffanculo lo sbatte nella borsetta verde a pois bianchi. Questa sera non vuole baciare nessuno. Vuole solo spiegare la vita che ha fatto al suo amico nuovo, purché lui ascolti in silenzio, seduti alla fermata del 38 nel piazzale svuotato della stazione centrale.
Fa caldo ancora come se fosse giugno. Poco più in là due giovani che sembrano slavi litigano fino a sfiorarsi e accanto una donna zitta si strugge, inginocchiata con la testa fra le mani. Le voci come latrati rimbalzano sui palazzi.
Uno stronzo mi diceva che mi amava e che mi comprava una casa. Ma io non ci casco. Lo so che poi scompaiono e la casa non te la comprano mai. Vogliono solo scopare gratis. Sono parole animate che escono come una raffica sporca di saliva.
Una volante vuota davanti al McDonald’s ha i lampeggianti accesi, come una giostra blu abbandonata.
Allora fai una cosa: rilassati e fra due o tre giorni quando hai messo da parte i soldi mi richiami. Ciao amore. La ragazza nera spegne il cellulare e mentre dice vaffanculo lo sbatte nella borsetta verde a pois bianchi. Questa sera non vuole baciare nessuno. Vuole solo spiegare la vita che ha fatto al suo amico nuovo, purché lui ascolti in silenzio, seduti alla fermata del 38 nel piazzale svuotato della stazione centrale.
Fa caldo ancora come se fosse giugno. Poco più in là due giovani che sembrano slavi litigano fino a sfiorarsi e accanto una donna zitta si strugge, inginocchiata con la testa fra le mani. Le voci come latrati rimbalzano sui palazzi.
Uno stronzo mi diceva che mi amava e che mi comprava una casa. Ma io non ci casco. Lo so che poi scompaiono e la casa non te la comprano mai. Vogliono solo scopare gratis. Sono parole animate che escono come una raffica sporca di saliva.
Una volante vuota davanti al McDonald’s ha i lampeggianti accesi, come una giostra blu abbandonata.
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venerdì, 03 ottobre 2008
l'idea di ventinodi delle 19:37

In spiaggia Pier e Cecile si scoprirono nella canicola di mezzogiorno e il sole ore dopo scomparendo fece ancora in tempo a scaldarli che già amoreggiavano, secchi di salsedine e ignari che due mesi dopo sarebbero stati sposati.
Ecco i fatti. Pier quel giorno era insolitamente magro e madido di creme. Vagabondava con gli occhi socchiusi fra gli ombrelloni piantati in riga come soldati, quando la propria ombra stanca e incastrata nei piedi sfiorò lievemente la mano affilata e nodosa di Cecile. Distesa su un telo rosso stampato di palme e noci di cocco e con varie scritte California Holiday, in una posizione simile a La Paresse di Vallotton, Cecile nelle sue forme morbide guardò Pier e sorrise. Al tramonto erano felici e stretti nello spazio fra il telo e la sabbia ma la libido dolce di entrambi fu improvvisamente scossa da una contrazione frettolosa dei glutei e dei muscoli del bacino di Pier, che involontariamente così riversò la propria parte più vispa dentro e oltre le cosce di Cecile. Lei inebetì. Da quel momento una precisa tempesta di proteine si liberò nel suo sangue e le modificò progressivamente l’umore e il corpo.
Padre Diego era un ragazzone argentino dai capelli corvini e intrecciati dietro la nuca in una coda lunga. Il forte vento da sud scompigliò le acconciature di ognuno degli invitati, ma Padre Diego celebrò ugualmente il matrimonio di Pier e Cecile in centro città nella chiesa maggiore, a pianta di croce greca, lasciandone spalancate porte e finestre. Durante tutta la cerimonia dal parrucchino di Tony il fotografo lacrimarono perle di un sudore che puzzava d’aglio, per la dieta monotona e l‘afa. I suoi scatti furono ugualmente rispettosi del pudore di Cecile, che non volle apparire mai con il profilo gonfio della pancia. Padre Diego per bontà non cedette ai colpi di testa per i quali era noto, come nella famigerata omelia in cui i fedeli si telefonarono l’uno con l’altro, per simulare che fosse Dio in quel momento a chiamarli, trasformando la chiesa in un inferno di suonerie e di entusiasmo. Quella volta sulla prima pagina del giornale apparvero la foto di un prete proteso dall'altare e il titolo -Dio vi sta chiamando. Dio vi sta chiamando. Rispondete, Dio io ti amo. Rispondete, Dio io ti amo-.
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venerdì, 26 settembre 2008
l'idea di ventinodi delle 21:59
Trascorse gli anni da ragazzo ad apparire caparbiamente sempre uguale nelle foto, in camicie felpate a quadroni, da boscaiolo, e pantaloni della tuta. Già allora però pregustava, forse senza saperlo, la metamorfosi che nel '95 lo dimagrì e gli rinnovò finalmente il guardaroba.
Da sempre è un poeta. I versi che scrive li scova solitari e nascosti fra le pieghe dei suoi più normali pensieri, strappandoli con avidità e fame proprie di primitivi in caccia d’animali nelle tane. I suoi versi, all’ascolto, suonano tenaci come un tamtam sui tronchi e sono l’unico prelibato cibo di cui la sua mente riesca a nutrirsi.
Questo pomeriggio, ormai adulto, vaga per i negozi del centro storico, con il portamento goffo e forte di chi si è accresciuto allo specchio di una palestra e con l’animo nuovamente irrequieto, in cerca di un’identità estetica che lo trasformi ancora. Così sceglie una montatura d'occhiali bianca ed eccentrica, come quelle viste sul viso di certi artisti.
Da sempre è un poeta. I versi che scrive li scova solitari e nascosti fra le pieghe dei suoi più normali pensieri, strappandoli con avidità e fame proprie di primitivi in caccia d’animali nelle tane. I suoi versi, all’ascolto, suonano tenaci come un tamtam sui tronchi e sono l’unico prelibato cibo di cui la sua mente riesca a nutrirsi.
Questo pomeriggio, ormai adulto, vaga per i negozi del centro storico, con il portamento goffo e forte di chi si è accresciuto allo specchio di una palestra e con l’animo nuovamente irrequieto, in cerca di un’identità estetica che lo trasformi ancora. Così sceglie una montatura d'occhiali bianca ed eccentrica, come quelle viste sul viso di certi artisti.
[con affetto e buonafede, liberamente ispirato al mio caro amico c.]
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mercoledì, 24 settembre 2008
l'idea di ventinodi delle 18:31
Ricevo da Milano via MMS e pubblico.
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l'idea di ventinodi delle 18:29
Ricevo da Milano via MMS e pubblico.
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sabato, 20 settembre 2008
l'idea di ventinodi delle 13:59
D'Amore Si Vive, (di S. Agosti, 1984).
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martedì, 16 settembre 2008
l'idea di ventinodi delle 22:12
Disoccupazione e lotta biologica.
Ogni pomeriggio bevo un caffé molto dolce, poi spalanco la finestra sul giardino umido e ombrato dalle piante alte e aspetto seduto e nudo sul divano: -Venite mie care, sono qui-.
La vera zanzara tigre la riconosco per il design moderno e per la sfrontatezza che mostra anche in piena luce. Per essere sicuro di colpirla lascio che si posi e punga per un attimo: questo le rallenta sempre il riflesso di fuga. Ogni tanto, in divertente sfida con me stesso, mi sorprendo nel tentativo di schiacciarne una con il solo movimento del grasso della mia pancia flaccida, facendolo scorrere abilmente in rotoli gli uni sugli altri a formare una trappola viva.
Porto sempre il conto preciso degli individui morti, già 1372 in tre anni, e se sarò bravo forse riuscirò presto nell’estinzione. Non ho fretta alcuna e serenamente posso fare affidamento sul tanto tempo a mia disposizione.
La vera zanzara tigre la riconosco per il design moderno e per la sfrontatezza che mostra anche in piena luce. Per essere sicuro di colpirla lascio che si posi e punga per un attimo: questo le rallenta sempre il riflesso di fuga. Ogni tanto, in divertente sfida con me stesso, mi sorprendo nel tentativo di schiacciarne una con il solo movimento del grasso della mia pancia flaccida, facendolo scorrere abilmente in rotoli gli uni sugli altri a formare una trappola viva.
Porto sempre il conto preciso degli individui morti, già 1372 in tre anni, e se sarò bravo forse riuscirò presto nell’estinzione. Non ho fretta alcuna e serenamente posso fare affidamento sul tanto tempo a mia disposizione.
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mercoledì, 03 settembre 2008
l'idea di ventinodi delle 20:33
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giovedì, 28 agosto 2008
l'idea di ventinodi delle 14:38
Isola di Silba, Croazia, 10 agosto 200otto.
Un uomo corpulento e dal viso tondo è sdraiato supino sulla riva, bianco pallido e con le gambe ammollo nell'acqua ferma e trasparente come vetro. E’ l’unico vero cadavere della spiaggia. E' un corpo immobile, al quale la morte toglie le inibizioni e fa mostrare un pancione colmo di mare e che pare scoppiare. Attorno gli si stringe un cerchio di poliziotti senza uniforme, il più basso dei quali scatta fotografie da un’angolazione talmente scomoda da doversi bagnare le scarpe e le calze fino ai polpacci. Quello calvo, intanto, con pignoleria prende molte misure e gli altri guardano e fumano. A destra e a sinistra, sul corto arenile, la folla imperturbabile insegue la propria migliore abbronzatura. Palline colorate schioccano da una racchetta all’altra e spesso, per i soliti errori, finiscono mute nella sabbia. Alcune ragazze, belle, sono fintamente assorte in romanzi e piuttosto invece ostentano i loro seni, distesi sui teli di spugna. Nessuno s’accorge di nulla.
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lunedì, 14 luglio 2008
l'idea di ventinodi delle 18:56
Anche i veri duri -come me- in estate riposano.
CHIUSO PER FERIE
(DA FINE LUGLIO A FINE AGOSTO)
-PER URGENZE, SARO' REPERIBILE
SULL'ULTIMO SCOGLIO
IN FONDO A DESTRA DOPO IL CORRIDOIO-
(DA FINE LUGLIO A FINE AGOSTO)
-PER URGENZE, SARO' REPERIBILE
SULL'ULTIMO SCOGLIO
IN FONDO A DESTRA DOPO IL CORRIDOIO-

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giovedì, 10 luglio 2008
l'idea di ventinodi delle 20:01
Oggi ho conosciuto Sergio Govoni, detto 'Sergov'.
-Sposare, non mi son mai sposato. Perché mettere d'accordo due teste non è una cosa facile-.
I pantaloni tubolari, la maglia col colletto allungato e la giacchetta di cotone declinano in tre tonalità di lilla molto chiaro. Ricercati e vintage, sono abiti che io userei per un aperitivo fico.
Sergov invece li usa per andare dal bottegaio sotto casa, a comprare il formaggio magro e la forma. -Da qualche anno mangio solo in bianco, così mi sento meglio. Non bevo perché il vino non mi è mai piaciuto. E’ così che mi mantengo in salute-.
Sergov ha quasi 85 anni, un cervello da ricercatore di Harvard e un fisico da leone stanco.
-Qualche anno fa scrissi a Cofferati: “Vorrei lasciare ai bambini bolognesi tutte le mie opere, ma dovete mandarmi degli esperti per catalogarle”-. Sergov parla velocemente e solo in bolognese stretto, per capire tutto mi devo concentrare.
-Dopo qualche mese arrivarono in bottega molte persone, fotografi e altra gente. Temevo fossero quelli dell’esproprio, invece mi dissero: “Ci manda il Sindaco!”. “Sorbole!”, risposi io. Per farla breve, Cofferati mi chiamò in Comune e mi disse: “Sergov, lei detiene buona parte della Cultura e dell’Arte bolognese”. Mi misi a piangere quasi. Nell’altra stanza era pieno di giornalisti che erano lì per intervistarmi. Cofferati mi disse ancora: “Sergov, lei avrà un sito Internet!”. E io risposi: “Cosa l’è un sito Internet?”.
Chiedo a Sergov l’indirizzo del suo sito e lui risponde molto fiero e in cantilena:
-v v v punto comune punto bologna punto italia, sergov-.
I pantaloni tubolari, la maglia col colletto allungato e la giacchetta di cotone declinano in tre tonalità di lilla molto chiaro. Ricercati e vintage, sono abiti che io userei per un aperitivo fico.
Sergov invece li usa per andare dal bottegaio sotto casa, a comprare il formaggio magro e la forma. -Da qualche anno mangio solo in bianco, così mi sento meglio. Non bevo perché il vino non mi è mai piaciuto. E’ così che mi mantengo in salute-.
Sergov ha quasi 85 anni, un cervello da ricercatore di Harvard e un fisico da leone stanco.
-Qualche anno fa scrissi a Cofferati: “Vorrei lasciare ai bambini bolognesi tutte le mie opere, ma dovete mandarmi degli esperti per catalogarle”-. Sergov parla velocemente e solo in bolognese stretto, per capire tutto mi devo concentrare.
-Dopo qualche mese arrivarono in bottega molte persone, fotografi e altra gente. Temevo fossero quelli dell’esproprio, invece mi dissero: “Ci manda il Sindaco!”. “Sorbole!”, risposi io. Per farla breve, Cofferati mi chiamò in Comune e mi disse: “Sergov, lei detiene buona parte della Cultura e dell’Arte bolognese”. Mi misi a piangere quasi. Nell’altra stanza era pieno di giornalisti che erano lì per intervistarmi. Cofferati mi disse ancora: “Sergov, lei avrà un sito Internet!”. E io risposi: “Cosa l’è un sito Internet?”.
Chiedo a Sergov l’indirizzo del suo sito e lui risponde molto fiero e in cantilena:
-v v v punto comune punto bologna punto italia, sergov-.
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lunedì, 07 luglio 2008
l'idea di ventinodi delle 19:35
C’era una volta un Re, ma questo non importa. Ciò che invece importa assai è che quella mattina al bar, in un solo secondo fra una mano e l’altra, m’innamorai. Si, m’innamorai.
M’innamorai nel mentre che Ubaldo, che era sempre distratto, mischiava per errore carte di due mazzi diversi. Così io la vidi per la prima volta: impassibile come una sfinge, ostentava colori di una lucentezza che avevo dimenticato. Era simile ad altre –questo è vero- ma profondamente diversa per alcuni segni suoi particolari, come quei nei precisi che per magia rendono intrigante un viso. Fatto fu –ve lo dico- che m’innamorai completamente.
Vissi quegli attimi interminabili con la leggerezza propria di un giovane principe, fino a quando Ubaldo –che sia per sempre maledetto- s’accorse del danno e riordinò tutto. Lei così scomparve.
Rimasi lì ancora qualche mese. Nell’inutile attesa di rivederla, non mi resi neanche conto d’essermi logorato al punto da poter giocare sempre meno.
C’era una volta un Re di denari e una Donna nuova e bella. Del mio stesso seme. E di un mazzo diverso.
M’innamorai nel mentre che Ubaldo, che era sempre distratto, mischiava per errore carte di due mazzi diversi. Così io la vidi per la prima volta: impassibile come una sfinge, ostentava colori di una lucentezza che avevo dimenticato. Era simile ad altre –questo è vero- ma profondamente diversa per alcuni segni suoi particolari, come quei nei precisi che per magia rendono intrigante un viso. Fatto fu –ve lo dico- che m’innamorai completamente.
Vissi quegli attimi interminabili con la leggerezza propria di un giovane principe, fino a quando Ubaldo –che sia per sempre maledetto- s’accorse del danno e riordinò tutto. Lei così scomparve.
Rimasi lì ancora qualche mese. Nell’inutile attesa di rivederla, non mi resi neanche conto d’essermi logorato al punto da poter giocare sempre meno.
C’era una volta un Re di denari e una Donna nuova e bella. Del mio stesso seme. E di un mazzo diverso.
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mercoledì, 25 giugno 2008
l'idea di ventinodi delle 19:43
Anche il mio amico M., irriducibile ecologista, pochi mesi fa ha comprato un'auto.
[credo una Porsche, a metano però].
[credo una Porsche, a metano però].
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mercoledì, 18 giugno 2008
l'idea di ventinodi delle 19:18
Il mare, per timidezza o forse per vecchiaia, stanco di sbattere d'un colpo si ritirò. La catena di massi enormi e incastrati gli uni sugli altri, che semisommersa da sempre aveva mimato la linea della costa, si ritrovò improvvisamente sola e in secca.
Da allora i massi piangono ogni giorno di nostalgia. Formano piccole pozzanghere di lacrime, salate esattamente come quel mare che li abbandonò.
Da allora i massi piangono ogni giorno di nostalgia. Formano piccole pozzanghere di lacrime, salate esattamente come quel mare che li abbandonò.
Soltanto in autunno alcuni rivoli di lacrime, complice il vigore della pioggia battente, riescono a farsi strada raggiungendo con stupore il loro mare. Come figli già grandi che in un viaggio fortunato si riscoprono mai stati orfani.
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sabato, 14 giugno 2008
l'idea di ventinodi delle 00:14
Ricevo (in privato) e pubblico. P.S.: chi è ambrosini?
Da: [mia sorella]
Oggetto: .
Data: 13 Giugno, 2008 - 22:57
devi parlare dell'italia e degli europei per avere più visite e accendere il dibattito.... ambrosini che è una scelta sbagliata... del piero che sembra fuori forma... donadoni che deve essere esonerato... vendi l'anima al diavolo!!!Oggetto: .
Data: 13 Giugno, 2008 - 22:57
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giovedì, 12 giugno 2008
l'idea di ventinodi delle 23:16
Tre piccoli corsari comunisti, mingherlini e acerbi, in stazione individuano le loro prede. A rischio zero. Si gonfiano e gridano: fascio se te pio te sfascio, fascio se te pio te sfascio. Due volte. Sono tre leoni veri. Il treno sul binario si muove lentamente, come nelle partenze. Affacciati ai finestrini sei o sette nazi, muscolosi e con lo sguardo da mietitrebbie, si prendono le grida proprio in faccia. Ridono meno di un attimo di tanto coraggio, poi si infuocano. Inoltre il treno non parte affatto, scansa gli equivoci e si ferma. E' appena arrivato. Le porte si aprono.commenti (2)
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martedì, 10 giugno 2008
l'idea di ventinodi delle 00:45

Ore 12:00, cielo velato e afa.
Due ragazzi pallidi del secondo anno di medicina, seduti a terra uno di fronte all'altro nel centro della piazza, ripetono in una preghiera continua i nomi di tutte le ossa del cranio. Attorno, nel vociare confuso degli altri studenti, le parole scandite da una coppia di vigili, che animatamente e a turno pontificano in faccia a tre poliziotti inebetiti. A pochi metri, due pancabestia maleodoranti guardano il loro cane che accovacciato beve birra calda da una ciotola. Sotto il portico un palestrato ride serenamente assieme al suo pusher di fiducia e compra droga. Una giornata come tutte le altre.
Ore 12:10, cielo velato e afa.Due ragazzi pallidi del secondo anno di medicina, seduti a terra uno di fronte all'altro nel centro della piazza, mentre ripetono in una in preghiera continua i nomi di tutte le ossa del cranio sono interrotti dalle parole scandite da una coppia di vigili, che animatamente e a turno pontificano nelle loro facce inebetite. Attorno il vociare si placa. Tre poliziotti in una via laterale in silenzio riposano e a pochi metri due pancabestia si putrefanno sul loro cane che russa. Sotto il portico un palestrato fuma serenamente assieme al suo pusher di fiducia. Una giornata come tutte le altre.
Ore 15:00, cielo nuvoloso e afa.
Due ragazzi pallidi del secondo anno di medicina, in piedi uno di fronte all'altro nel centro della piazza, imprecano in una preghiera continua su una multa per 'divieto di stare seduti' e su un esame che invece era tutto sulle ossa della colonna. Attorno, il vociare confuso degli altri studenti è ripreso e una coppia di vigili ansiosi cerca tre poliziotti con cui completare un discorso lasciato a metà. A pochi metri un cane felice va zigzagando e, sotto il portico, un palestrato serenamente legge il Carlino al suo pusher di fiducia. Una giornata come tutte le altre.
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venerdì, 06 giugno 2008
l'idea di ventinodi delle 22:22
[spiaggia della Saleccia. giugno 2007]Come se non bastasse sono innamorato anche della Corsica (io riesco sempre a innamorarmi dei luoghi che non posso avere veramente). La natura selvaggia e il vento tagliente mi rapirono irrimediabilmente qualche anno fa e da allora ogni anno vi torno, almeno per qualche giorno. Ho letto da qualche parte tempo fa che esiste il mal di Corsica e che è simile al mal d'Africa. Io di sicuro ne sono affetto già dal 2003, dopo un'estate vissuta in Saleccia in compagnia del mio amico c.. Tornato in città ai primi di settembre, vissi giorni lunghi in una devastante 'sindrome da rientro', strana e mai provata prima, che curai con flebo giornaliere di Pastis e acqua glucosata una al mattino e una alla sera fino al Natale seguente. Ringrazio ancora quel medico, originario di Bastia, che casualmente nella Coop sotto casa mi guardò e capì subito. Gli devo la vita.
[foresta montana di Pino Nero, sulla strada fra Porto e Corte. giugno 2008]
[spiaggia della Saleccia, deserto degli Agriates. giugno 2008]commenti (2)
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giovedì, 29 maggio 2008
l'idea di ventinodi delle 00:03
Da qualche settimana seguo via web l'impresa pazzesca di Alex, un giovane montanaro riconvertitosi alla marineria. Alex sta attraversando l'Oceano Pacifico su una barchetta a remi, in solitaria e in autosufficienza.Partito da Lima in Perù a febbraio 2008, arriverà a Sidney in Australia probabilmente a ottobre o novembre prossimi. Alex rema tutto il giorno quasi ininterrottamente e poi di notte riposa qualche ora, alla deriva. Naviga a migliaia di chilometri dalla terraferma, lentamente e inesorabilmente verso la sua meta, galleggiando su migliaia di metri d'acqua in condizioni climatiche spesso avverse.
Per qualche ora, stanotte, vorrei sognare di essere lui.
www.alexbellini.it
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mercoledì, 28 maggio 2008
l'idea di ventinodi delle 18:09
Bertold Brecht - Berlino, 1932.
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
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lunedì, 26 maggio 2008
l'idea di ventinodi delle 19:22
Negli abiti di scena, un gilet di pelle nera con muscoli e borchie da motociclista duro, Beppe forse ci dorme anche. Nell’arredo della città lo notai, appena arrivato, già venti anni fa. Da allora, sempre nello stesso angolo della piazza centrale, lui vive immutato suonando.
La città invece è completamente cambiata e noi, come tanti Pinocchio invecchiati, per stizza ci siamo trasferiti da tempo altrove. In un atollo dove le case costano poco, l’aria è pulita e nelle piazze ci sono solo concerti e mai militari in assetto da guerra. Io, per un’ora ogni giorno, sono un brillante venditore di brillanti e per il resto del tempo cammino avanti e indietro sul litorale, con l’acqua ai polpacci e sorridendo sempre.
La città invece è completamente cambiata e noi, come tanti Pinocchio invecchiati, per stizza ci siamo trasferiti da tempo altrove. In un atollo dove le case costano poco, l’aria è pulita e nelle piazze ci sono solo concerti e mai militari in assetto da guerra. Io, per un’ora ogni giorno, sono un brillante venditore di brillanti e per il resto del tempo cammino avanti e indietro sul litorale, con l’acqua ai polpacci e sorridendo sempre.
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giovedì, 22 maggio 2008
l'idea di ventinodi delle 19:08
Che Piero Angela si informi meglio! Anche fra i bufali l'associazionismo prende piede, trasformando le loro abitudini di vita (e di morte): i soliti equilibri fra preda e predatore si sovvertono in questo video che ho scoperto curiosando sul sito di Beppe Grillo.
Video pazzesco e pieno di colpi di scena, assolutamente da non perdere...
Video pazzesco e pieno di colpi di scena, assolutamente da non perdere...
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domenica, 18 maggio 2008
l'idea di ventinodi delle 20:49
Silvia sii spietata e lascialo per sempre.
[Ai giardinetti di Jesi (AN), maggio 2008]
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mercoledì, 14 maggio 2008
l'idea di ventinodi delle 01:09
Se ne sta lì seduto, nel centro dell'area, anche se la panca è dura e ci sono raffiche di vento. Vicino, nel campo da basket, cinque giovani neri sono di fretta: sudano e corrono il doppio per fottere il tempo troppo veloce. Devono strizzare i minuti e darsele anche di santa ragione, per sentirsi finalmente sfiniti e paghi.Lui, invece, se ne sta lì in silenzio. Lo sguardo fisso e assorto oltre la rete di recinzione, sul deserto vuoto, come se sopra la cornice di filo spinato non ci fossero blu intenso e nuvole gonfie a dare spettacolo.
L'area è un rettangolo molto vasto, più o meno il doppio della piazza in città, e permette forse un’illusione di libertà: ma oggi è un'ora d'aria insolita e lui non vuole goderne. Anzi piuttosto torturarsi.
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domenica, 11 maggio 2008
l'idea di ventinodi delle 16:17
Sono le virgole la mia vera ossessione, perché come pulci in delirio saltano da un posto all’altro ripetutamente e poi tornano al loro principio. Poi le frasi fragili, troncate improvvisamente da un punto in due frasi figlie. Un lombrico tagliato a metà funziona ugualmente, una parte si contorce e l’altra prosegue: minimalismo efferato che rischia di trasformare la scrittura nel rumore fastidioso di un fax. Sulla morte, assodata, del punto e virgola nulla da aggiungere. Anzi, si: pace all’anima sua ma non mi mancherà. I due punti, raramente, ancora compaiono e dimostrano ogni volta la propria inutilità. Autolesionismo puro.
[Altro sul punto e virgola in ilmimo.splinder.com, da cui prendo spunto].
[Altro sul punto e virgola in ilmimo.splinder.com, da cui prendo spunto].
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sabato, 10 maggio 2008
l'idea di ventinodi delle 20:17
Marco deve tornare al lavoro e correndo perde l'ultimo treno della metro, prima dello sciopero.
La pausa pranzo al parco, un panino al primo sole, gli costerà un ritardo e un richiamo dal capo. Il capo. Forse la stima fra loro esiste ancora, pugnalata ogni secondo però dai mille punti di vista diversi. Lavorare tutto il giorno soltanto per fare soldi può appagare e può anche avvilire. Caratteri opposti. Marco è un meridionale in trasferta ormai da vent'anni, ma porta ancora le cicatrici della disoccupazione.
Ferma un taxi, intanto il panino gli torna in gola. Per un attimo.
La pausa pranzo al parco, un panino al primo sole, gli costerà un ritardo e un richiamo dal capo. Il capo. Forse la stima fra loro esiste ancora, pugnalata ogni secondo però dai mille punti di vista diversi. Lavorare tutto il giorno soltanto per fare soldi può appagare e può anche avvilire. Caratteri opposti. Marco è un meridionale in trasferta ormai da vent'anni, ma porta ancora le cicatrici della disoccupazione.
Ferma un taxi, intanto il panino gli torna in gola. Per un attimo.
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